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Starbucks produrrà a Milano il 7% del caffè venduto nei suoi punti Europei.

Di il 9 Settembre 2018

Dalle ricerche e dalle analisi effettuate a supporto dell’articolo in cui supponevo che il vero utile dell’operazione di Starbucks a Milano deriverà dall’ ottimizzazione dei costi di distribuzione in Europa, è venuto fuori, ed è esclusivamente la mia lettura, che Starbucks potrebbe produrre a Milano circa il 7% del fabbisogno dei suoi punti in tutta Europa.

I numeri della produzione

Per giungere alla conclusione di cui sopra occorre entrare nella logica della produzione del caffè. Cercherò di seguito di spiegare i miei calcoli in base alle logiche di produzione. Tutta l’analisi, con le conseguenti riflessioni, nasce dai documenti e dalle dichiarazioni ritrovate online. Talvolta i dati potrebbero essere arrotondati per comodità di calcolo.

  • Schultz, nel marzo del 2018, ha dichiarato che Starbucks acquista ogni anno 275 mila tonnellate di caffè crudo. Considerando che in fase di produzione il peso del caffè cala di circa il 20% (in realtà qualche punto in meno), deduciamo che la produzione annuale di Starbucks si aggira intorno ai 220 milioni di kg di caffè tostato.
  • In questo articolo uscito su comunicaffè il 6 settembre si evince, verosimilmente sommando la produzione dei vari centri produttivi, e quindi non nella sola Roastery aperta al pubblico, come erroneamente si può leggere dall’articolo, che Starbucks produce giornalmente 1,4 milioni di libbre di caffè, pari a circa 635 mila kg.

Incrociamo questi primi dati: Schultz dichiara che Starbucks acquista 275mila tonnellate di caffè all’anno. Da comunicaffè parlano della produzione gionaliera di 635 mila kg di caffè. 635 mila kg per 365 giorni all’anno, vuol dire che Starbucks annualmente produce 222 Milioni di kg di caffè tostato, che equivale quindi alle 275 mila tonnellate di caffè crudo che dichiarava Schultz.

Direi che il primo incrocio di dati ci ha riportato  esattamente quanto caffè produce Starbucks ogni anno. Andiamo avanti:

  • Starbucks conta ad oggi circa 30mila punti vendita in tutto il mondo.
  • I punti vendita in Europa sono circa 2500.

I calcoli successivi sono basati su una media aritmetica standardizzata rispetto ai dati finora in nostro possesso. Sicuramente ci sono punti Starbucks in cui vengono venduti molti più kg di caffè rispetto ad altri che consumano meno di quanto esposto di seguito. Ma vediamo:

  • Se sappiamo che ogni anno Starbucks produce 220 milioni di kg di caffè e che conta 30 mila punti vendita, deduciamo che, mediamente, ogni anno ogni punto Starbucks consuma circa 7333 kg di caffè.
  • Se, ogni anno, ogni punto Starbucks consuma mediamente 7333 kg di caffè, sappiamo che, ogni giorno, ogni punto Starbucks consuma e/o vende circa 20kg di caffè.

In questo articolo di Riccardo Luna su Agi leggiamo che ogni anno Starbucks vende circa 4 miliardi di tazzine di caffè in tutto il mondo. Ora seguitemi bene: Se Schultz dichiara che ogni settimana Starbucks serve 85 milioni di clienti, vuol dire che ogni giorno ne serve 12 milioni, e quindi ogni anno (12Mx365) circa 4.38 miliardi. Possiamo dire quindi che le dichiarazioni di Schultz sul numero di clienti settimanali e i dati che espone Luna nel suo articolo ci rimandano al numero esatto di quanti caffè vengono consumati ogni anno nei punti Starbucks.
I più attenti, però, conoscendo ora la capacità produttiva di Starbucks, che è 220 milioni di kg, e calcolando che per ogni kg si estraggono circa 120 caffè, si renderanno conto che se tutto il caffè prodotto dovesse esser trasformato in tazzine di caffè, quelle vendute dovrebbero allora essere 26.4 miliardi. Abbiamo quindi da capire Starbucks le altre 22.4 miliardi di tazzine di caffè come e a chi le vende. Tranquilli, è semplice.

Sapendo che 120 tazzine di caffè ci danno 1kg di caffè, possiamo arrivare a calcolare, dividendo le 22.4 miliardi di tazzine di caffè mancanti per i 120 caffè che ogni kg ci restituisce, che quelle 22.4 miliardi di tazzine di caffè mancanti si trasformano in circa 186.6 milioni di kg di caffè confezionato, che divisi per i 30 mila punti vendita e poi per i 365 giorni dell’anno, ci portano alla conclusione che ogni giorno in ogni punto Starbucks, mediamente, vengono venduti circa 17kg di caffè confezionati, più circa 3 kg di caffè in tazza. Questo perché i 4 miliardi di tazzine di caffè all’anno corrispondono circa a 133 mila tazzine di caffè per ogni punto vendita, all’anno. E quindi a circa 400 caffè al giorno, che si traducono in circa 3.5kg di caffè.

Il fabbisogno Europeo di Starbucks

Partiamo dai dati certi, ossia che i punti vendita Starbucks in Europa sono circa 2500. Da questo dato e dai calcoli sulla produzione che abbiamo visto su, possiamo approfondire ancor di più il discorso per giungere alla conclusione che il business plan del punto Starbucks di Milano non credo sia stato studiato prevedendo un utile sul fatturato del caffè consumato e venduto in loco, ma anche e soprattutto per quella parte della produzione che sarà smistata alle altre caffetterie, riducendo quindi i costi di distribuzione.

  • Se in ogni caffetteria Starbucks, mediamente, vengono venduti ogni giorno 20kg di caffè, vuol dire che in tutta Europa, ogni giorno, sono venduti circa 50 mila kg di caffè.
  • In un anno, in Europa, Starbucks vende quindi circa 18.25 Milioni di kg di caffè.

La capacità produttiva dell’impianto Starbucks di Milano

Supponendo che il punto Starbucks di Milano, per la sua forza attrattiva e il buon marketing che lo promuoverà, venderà 5 volte di più rispetto alla media che abbiamo calcolato per ogni punto. Questo vorrebbe dire che:

  • Il punto vendita di Milano venderebbe 100 kg di caffè al giorno, quindi 36500 kg di caffè all’anno.
  • La capacità produttiva giornaliera dell’impianto di torrefazione di Milano è di circa 3450 kg.
  • La capacità produttiva annuale dell’impianto di Milano è di circa 1,3 Milioni di kg di caffè.
  • L’impianto di torrefazione di Milano produrrà circa 1.25 Milioni di kg di caffè in eccesso rispetto alle previsioni di vendita del punto.

Conclusioni

Rispetto a tutto quanto sopra, se sono corretti i miei calcoli, vediamo che Starbucks vende ogni anno, in Europa, circa 18.25 milioni di kg di caffè e dal 7 settembre 2018 nella nuova Roastery di Milano potrebbe essere quindi prodotto il 7% del caffè necessario alla vendita del prodotto Starbucks in Europa.

Preventive risposte alle critiche

  • Questa analisi non ha previsto la scomodità di un centro di produzione nel centro città, come mi è stato fatto notare nei commenti del post precedente.

È vero, semplicemente perché  credo che l’eventuale stoccaggio di questo tipo di produzione non sarà effettuato nello stesso centro di Piazza Cordusio ma altrove, dove carico e scarico merci saranno certamente più comodi.

  • I fumi della torrefazione porteranno danni o, quanto meno, disagi ambientali.

Credo che Starbucks abbia posto la massima attenzione all’installazione di innovativi sistemi di produzione ecosostenibili, e che il comune di Milano abbia offerto la massima disponibilità ad offrirgli tutto il supporto per la fase di certificazione necessaria.

  • Questa analisi è inverosimile, Starbucks produce già in Europa, ad Amsterdam. E da lì smista la merce.

Non lo so, dalle mie ricerche è venuto fuori che quella di Milano è la terza Roastery al mondo, dopo Seattle e dopo Shangai. Ad Amsterdam ho letto che vi è un laboratorio. Tra l’altro pare che i torrefattori che si occuperanno della torrefazione di Milano abbiano avuto la formazione proprio nel laboratorio di Amsterdam. Aggiornamento: Maggiori notizie sui centri di produzione di Starbucks sono stati reperiti da questa fonte: http://www.supplychainquarterly.com/topics/Manufacturing/scq201004starbucks/

È quindi corretto ciò che in alcuni commenti mi è stato riferito: uno dei centri di produzione di Starbucks è già attivo in Europa, precisamente nei Paesi Bassi. Questo però, a mio parere, non pregiudica la conclusione di questa analisi.

Ho letto, e leggerò sicuramente ancora, e con piacere, chi mi dirà di altre partnership di Starbucks, e altri centri di produzione, ecc. Vi ringrazio perché sarà motivo per approfondire ancora e per rivedere questi miei calcoli. Qualora aveste dei link, delle fonti da cui studiare meglio il tutto, o vorreste condividere i vostri dati, io sono a disposizione.

Tutta l’analisi, almeno tutta la parte derivante dalla capacità produttiva dell’impianto di Milano si autodistruggerebbe nel momento in cui non si rivelasse vera la notizia che la testatrice sarà in funzione H24.

 

 

 

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