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Se anche Report diffonde fake news

Di il 3 Giugno 2019

Nella puntata del 3 Giugno relativa alla pseudo inchiesta sul caffè abbiamo riscontrato che anche Report diffonde fake news. Ed è giusto fare un po’ di chiarezza in merito a tutto quanto diffuso durante la trasmissione:

Innanzitutto, dopo 5 anni dalla prima puntata sul tema occorre evidenziare il fatto che, anche nella seconda, si è trattato in prevalenza degli stessi argomenti del 2014 e che a fare da traino alle critiche contro l’espresso napoletano e i caffè Robusta, a beneficio di un rimarcato elogio dei caffè Arabica e degli speciality coffee è stato, proprio come allora, Andrej Godina di cui vi invito a leggere la biografia dalla quale potrete evincere che il suo percorso professionale fa quanto meno chiedersi se forse non sia spinto da un certo conflitto di interessi nelle critiche espresse durante il servizio.

Durante tutta la puntata è stata evidenziata l’elevata qualità degli speciality coffee; osservazione giusta e condivisibile, soprattutto quando si parla di determinate origini di caffè, non fosse per il fatto gravissimo che si sono messe in evidenza le caratteristiche degli speciality coffee confrontandole con quelle dell’espresso napoletano che, è risaputo, contiene una maggiore quantità di caffè Robusta.
Arabica e Robusta sono le due famiglie, le due macro categorie di caffè che differiscono tra loro proprio per le caratteristiche organolettiche che le contraddistinguono e che fanno dell’Arabica un caffè più delicato, fruttato, ecc. e della Robusta un caffè più acido, ecc. Il punto è che, nella maggior parte dei casi, quando si parla di espresso napoletano, si sta parlando di un caffè con una spiccata percentuale di caffè Robusta miscelate tra loro e, solitamente, anche con una dose di caffè Arabica. Ovviamente ogni torrefazione produce le proprie miscele di caffè in piena consapevolezza e conoscenza delle materie prime per rispondere alle esigenze dei mercati. Esaltare le qualità degli speciality coffee è legittimo se lo si facesse senza un confronto con l’espresso napoletano. In questo modo, invece, appare come un servizio giornalistico fazioso, confezionato ad arte per dar beneficio agli importatori di un certo tipo di origini di caffè, ad una certa scuola di formazione sul caffè, e a tutto il comparto degli speciality coffee.

È ingiustificabile tale superficialità da parte di una trasmissione come Report. Perché non si è parlato dei dati? Quanto incide la produzione, il consumo e l’esportazione dell’espresso napoletano per le torrefazioni italiane e quanto la produzione, il consumo e l’esportazione degli speciality coffee? Sarebbe bello ragionare anche basandosi su questo confronto. Probabilmente i risultati provenienti da questi dati spiegherebbero il perché di tanto risalto rivolto agli speciality coffee promossi da quelle torrefazioni che hanno creato tutto il fenomeno delle scuole di formazione legate al caffè e da cui è uscito l’esperto Andrej Godina, ad esempio.

Altro che inchieste giornalistiche, servizi del genere non sono neanche degni dei più espliciti publi redazionali.

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