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Il cosa e il come non servono se non ti concentri sul chi. Piccola analisi sull’inutilità del “come fare per…”

Di il 10 Dicembre 2018

A me fanno davvero morire dal ridere quelli che insegnano “come fare per…“, e si concentrano su ogni dettaglio del cosa. Ce ne sono a bizzeffe di libri e di articoli in giro su come fare per… e ormai gli articoli di giornale e i manuali vengono scritti rispondendo alla domanda “come fare per…”, tanti (odiosi) sono proprio titolati “come fare per…”.

C’è qualcosa di cui vuoi sapere COME fare per farla?
Digita su google il COSA e troverai qualcuno che ti spiegherà il COME. Esatto.
È semplice, anzi è banale, proprio come lo è come lo è per loro. Per chi ve lo vuole insegnare così. Troppo semplice, banale.

Ci si concentra sul cosa. Perché è solo sul cosa che sono preparati.

Il punto è che la prima domanda a cui dovrebbe rispondere l’esigenza di sapere “come fare cosa” è: CHI?

Mi spiego. Anzi, provateci voi: a qualcuno, il primo a caso, che vuole insegnarvi COME fare COSA, provate a chiedere “si, ma CHI?”.

Vedrete che rimarrà interdetto perché, ovviamente, lui è preparato sul COSA.

Nel 99% dei casi, a chi insegna, non interessa CHI deve imparare a fare COSA. Interessa solo il COSA, e trasmettervi i COME essenziali per farla.
È praticamente l’esploso del manuale del COSA insegna.
Se vuoi sapere COME si scrive il post col fondo azzurro su facebook, lui, mnemonicamente, apre il l’indice della sua memoria sull’argomento facebook, digita “post colorato” ed in pochi secondi, ed in maniera perfetta ti spiega COME fare per… postare il tuo pensiero su facebook col fondo azzurro.

Poi andate a spiegargli che siete daltonici e aspettate che vi spieghi COME fare per esser sicuri di postare con lo sfondo azzurro se siete daltonici.

Voi aspettate…

Guardate, è molto più semplice di ciò che si immagina:
se vostro figlio vi chiede “COME devo fare per fare la rovesciata tipo Cristiano Ronaldo”, voi proverete a spiegargli che deve saltare e trovare la coordinazione giusta per far ruotare il corpo in elevazione ed impattare la palla in modo perfetto. Gli direte che c’è bisogno di molto allenamento. Vostro figlio allora ve lo chiede in maniera decisa: “papà/mamma allora voglio allenarmi per fare la rovesciata tipo Cristiano Ronaldo”. Voi allora sarete orgogliosi di lui perché avrà capito che per fare le cose bene occorre allenarsi; e sarete orgogliosi anche un po’ di voi stessi perché vuol dire che siete stati bravi a farglielo capire. Allora, a testa alta e senza badare a spese, cercherete e troverete la migliore scuola calcio della città dove il Mister è quella vecchia gloria del pallone che si, ve lo ricordate anche, ha segnato, in rovesciata, nella finale di coppa Italia degli anni ’90. Chi meglio di lui saprà insegnare al piccolino come fare…

Dopo qualche mese però notate che il piccolo ha imparato a palleggiare, a passare la palla, però niente. La rovesciata proprio no. Vi racconta che gli amichetti riescono a farla, ma lui no.

Allora andrete dal mister e gli chiederete perché il piccolino non riesce a far la rovesciata. E lui vi risponderà che il piccolino è un po’ (tanto) in sovrappeso, per questo non riesce a staccare bene e a trovare la coordinazione.
Però vi dirà che tecnicamente è bravo e che deve continuare.

Il punto è che possiamo scegliere il miglior allenatore del cosa (rovesciata). Ma avremmo dovuto cercare il miglior allenatore per il chi (nostro figlio in sovrappeso); il quale avrebbe dovuto riuscire nell’impresa di mettere il CHI (nostro figlio) in condizione di imparare il COSA (la rovesciata) e insegnargli il COME (allenamento giusto).

Questo allenatore gli avrebbe trasmesso una cosa ancor più importante, ossia che ancor prima dell’allenamento va perseguito uno stile di vita adatto a potere allenarsi per raggiungere il nostro scopo specifico.

Ecco, così è anche per le aziende che, ad esempio, vogliono vendere online, ecc. Non v’è dubbio che esistono tanti bravi consulenti/agenzie che sanno trasmettere bene tutte le nozioni sul COSA (ecommerce). Non v’è dubbio però che tante nozioni che trasmettono non serviranno fino a che il CHI (l’azienda) non avrà effettuato una trasformazione digitale di pensiero; fino a quando, quindi non si sarà messa in condizione di vendere online. E non saranno in grado di vendere online fino a che non avranno risposto davvero al COME (effettuando prima una trasformazione digitale)

Il COME, per essere credibile, prima di esporsi, deve rispondere sempre, prima di ogni altra cosa, alla domanda CHI.

Vale per tutti i campi.

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