Esperienze e competenze

Esperienze e competenze sono le due prerogative che un’azienda deve cercare e verificare in un consulente. Troppo spesso ci ritroviamo a leggere di esperienze che altro non sono che lunghi approfondimenti sulla materia studiata. Lo studio è fondamentale. Approfondire la conoscenza è ciò che ci rende elastici nell’applicazione costante di nuovi metodi operativi nella materia in cui andiamo a confrontarci ogni giorno nella nostra azienda.
Il problema è che molto spesso la conoscenza del manuale della materia in questione viene sbandierata per esperienza. Per una competenza pratica nell’applicazione degli studi teorici. Ma così non è. Lavorando in azienda e avendo avuto la fortuna di poter sperimentare la teoria, ma soprattutto le variabili pratiche necessarie a confermare quelle regole teoriche inventando delle eccezioni funzionanti, ma che talvolta risultavano anche fallimentari, non ho timore ad affermare che lo studio del manuale non basti a poter gestire dei progetti, in qualunque ambito di lavoro. A maggior ragione in dei rami dell’attività aziendale che possono riservare svariate differenze a seconda dei settori lavorativi, dei mercati di appartenenza, ma anche degli obiettivi da raggiungere.

Alcune iniziative standard che possono portarsi avanti nel digitale possono avere riscontri totalmente differenti a seconda dei settori in cui operano le aziende. Supponiamo che parliamo di ecommerce – premetto che sono un convinto sostenitore che si possa fare ecommerce anche se si vendono delle prestazioni professionali anziché un prodotto, semplicemente comunicando bene le proprie competenze – alcuni prodotti possono essere più adatti ad una ad un canale di vendita piuttosto che all’altro. Penso, ad esempio, ad Amazon, ad ebay, e ad una propria piattaforma proprietaria. Conoscere le differenze attrattive che questi canali possono offrire alla categoria di appartenenza è fondamentale per studiare la giusta strategia per esporre il prodotto al prezzo giusto su ogni piattaforma, considerando le commissioni differenti di ognuna, ma soprattutto l’appeal che un marketplace può avere sugli utenti rispetto all’altro, a seconda della categoria interessata. Detto ciò, partendo dalla conoscenza dettagliata di ogni elemento del commercio elettronico, io prediligerò sempre, onde possibile, la ricerca di un prezzo di equilibrio che possa far esporre il nostro prodotto ad un prezzo univoco su tutti i canali che si andranno ad invadere.

Stesso discorso vale per il digital marketing, e più nello specifico, ad esempio, per il social marketing. Considerando che tenterò sempre di convincere i miei clienti a mettersi in condizioni di potere e sapere usare i profili social innanzi tutto come info Point a beneficio dei consumatori, ci saranno sicuramente alcune azioni che saranno più idonee ad un brand rispetto ad un altro. Alcuni social che saranno più utili rispetto ad altri. Ma soprattutto occorre avere la consapevolezza che ogni social ha un suo linguaggio con il quale dobbiamo avere padronanza per comunicare nel modo giusti con gli abitanti dello stesso.